Comunicato 17_2018 Rapporto economia: Dinamiche, scenari e strategie per la Romagna

Giovedì 22 marzo, doppio appuntamento, a Rimini e Forlì, per la presentazione del “Rapporto sull’Economia 2017 e scenari” elaborato dall’ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna. Analizzate le dinamiche 2017, che si confermano positive, la riflessione si è aperta allo scenario nazionale e internazionale e alle strategie per il futuro del territorio
La Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha presentato, giovedì 22 marzo 2018, il “Rapporto sull’Economia 2017 e scenari”, documento di analisi economica realizzato dall’ufficio Studi camerale, in due incontri realizzati nei territori provinciali: la mattina nell’Aula Magna del Campus di Rimini e al pomeriggio nella Sede Camerale di Forlì.
“I dati confermano che il sistema produttivo del territorio Romagna sta realizzando performance sempre più diffusamente positive, anche se permangono alcune difficoltà - ha dichiarato Fabrizio Moretti, presidente dell’Ente camerale -. Un risultato dovuto, non solo alla fase di crescita dello scenario generale in cui ci muoviamo, ma anche all’ottimo lavoro di squadra tra tutti gli attori del territorio. In questo contesto, la Camera è, e vuole essere, uno strumento determinante per il sostegno al sistema imprenditoriale e, soprattutto, una vera e propria Agenzia per lo sviluppo del territorio. Abbiamo come primo obiettivo quello di contribuire a governare questa fase complessa avviando un percorso che porti ad un Piano Strategico della Romagna in grado di traguardare i prossimi dieci / vent’anni e capace di dare una risposta alle domande delle nostre comunità trasformando le aspettative, individuali o di gruppo, in visioni comuni e in progetti concreti per vivere meglio il presente e costruire il futuro”.
Dalle analisi realizzate emerge che il sistema produttivo del territorio Romagna, nonostante permangano aree di criticità, sta realizzando performance sempre più diffusamente positive.
In i dati aggiornati rilevano:
-valore aggiunto in crescita, prevalentemente generato nel settore dei servizi e nel commercio;
-base imprenditoriale in lieve flessione, ma localizzazioni stabili;
-aumento delle imprese straniere;
-indicatori del mercato del lavoro migliori che a livello nazionale;
-dinamica positiva delle esportazioni, superiore alle performance regionali e nazionali;
-buono il posizionamento in merito a variabili sociali ed economiche di carattere multidimensionale con margini però di miglioramento sul tema cruciale dell’innovazione.
La crescita della ricchezza prodotta si è attestata intorno all’1,6% nel 2017 ed è prevista in crescita dell’1,7% nel 2018.
La presentazione, realizzata con il sostegno della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, ha rappresentato un’importante occasione anche per delineare scenari e strategie per la Romagna e per ascoltare e confrontarsi su esperienze concrete di rilievo nazionale e internazionale.
Dopo le riflessioni di apertura di Fabrizio Moretti, Presidente della Camera di commercio e l’approfondimento del ruolo dell’Università per l’area Romagna, a cura dei presidenti dei Consigli di Campus, Sergio Brasini per Rimini e Fèlix San Vicente per Forlì; Guido Caselli, Responsabile Centro Studi Unioncamere Emilia-Romagna con un approfondimento sulle prospettive economiche future “All’uscita dal tunnel: cosa ci aspetta nei prossimi anni” e il contributo video di Fred van Beuningen, Membro del Gruppo Strategico “Roadmap next economy”, che ha illustrato l’esperienza de L’Aja e di Rotterdam sulle strategie territoriali per lo sviluppo.
Paolo Verri, Direttore Generale Comitato Fondazione Matera Basilicata 2019, ha chiuso l’incontro con il contributo “Giocare d’anticipo. Le nuove sfide dei territori nella competizione globale”
Il Rapporto completo, le parti relative ai territori di Forlì-Cesena e di Rimini e i materiali della presentazione sono pubblicati nel sito della Camera di Commercio all’indirizzo www.romagna.camcom.gov.it.
Con il contributo della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì
Il quadro economico del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini)
Al 30 settembre 2017 la popolazione residente totale nel territorio Romagna è pari a 730.323 persone (fonte: ISTAT dati provvisori), sostanzialmente stabile rispetto al 31/12/2016 (-0,07%).
Le previsioni Prometeia del valore aggiunto (in termini reali) prodotto nel territorio Romagna nel 2017 stimano una crescita annua dell’1,6%, con un trend nel 2018 dell’1,7%.
Il territorio della Camera di commercio della Romagna è caratterizzato da una realtà imprenditoriale articolata, intraprendente e dinamica che occupa un posto di rilievo nel tessuto produttivo regionale e nazionale. Le elaborazioni su dati Infocamere al 31/12/2017 riportano 88.409 localizzazioni attive (sedi e unità locali) (+0,1% rispetto al 2016), di cui 71.433 imprese attive (-0,4%). Il territorio Romagna si caratterizza per una diffusa imprenditorialità con 98 imprese attive ogni mille abitanti (Emilia-Romagna 91, Italia 85). Il 93,0% delle imprese attive ha meno di 10 addetti. Complessivamente, le società di capitale costituiscono il 17,9% del totale, le società di persone il 23,8%, le ditte individuali il 56,1% e le “altre forme giuridiche” il 2,2%.
Tra i settori di attività economica maggiormente significativi in termini di numerosità di imprese si hanno i Servizi (25,3% delle imprese attive totali), in aumento dell’1,6%; il Commercio (incidenza del 24,1%) in flessione dell’1,1%; le Costruzioni (14,7%, -1,2%).
Le imprese artigiane attive sono il 30,5% del totale, in flessione dello 0,6%.
Le imprese cooperative sono l’1,2% del totale, in flessione dell’1,6%.
I principali indicatori del mercato del lavoro riportano i seguenti risultati nel 2017:
· tasso di attività (15-64 anni) è pari al 71,1%, inferiore al dato regionale (73,5%) ma superiore a quello italiano (65,4%);
· tasso di occupazione 15-64 anni (65,0%) risulta inferiore al dato medio regionale (68,6%) ma superiore a quello nazionale (58,0%);
· tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) pari all’8,5%, superiore a quello regionale (6,5%) e sostanzialmente migliore del dato nazionale (11,2%).
Nel periodo gennaio-dicembre 2017, le esportazioni del territorio Romagna sono state pari a 5.908 milioni di euro e sono cresciute dell’8,0% rispetto al medesimo periodo del 2016, consolidando e migliorando la performance acquisita lo scorso anno. La crescita dell’export risulta superiore al dato regionale (+6,7%) e a quello nazionale (+74%). La categoria merceologica dei “macchinari e apparecchi meccanici” costituisce un quarto (il 20,5%) delle esportazioni totali del territorio Romagna, con una variazione positiva dell’11,1%. Seguono i prodotti del “tessile e abbigliamento” (+6,8% rispetto al 2016, incidenza del 20,5%), le altre attività manifatturiere (+5,2%, incidenza del 10,6%), metalli e prodotti in metallo (+9,7%) e prodotti alimentari (+22,6%). I prodotti dell’agricoltura costituiscono il 5,3% dell’export Romagna e sono cresciuti del 5,2%.
Il principale mercato di uscita per le imprese del territorio Romagna è costituito dall’Unione Europea (UE), verso la quale sono indirizzate più della metà delle esportazioni a valore (il 56,8% del totale); l’export verso la UE è aumentato dell’8,7%. I principali Paesi di destinazione delle esportazioni del territorio Romagna sono Francia (10,5%), Germania (10,1%) e Stati Uniti (8,5%).
In merito all’innovazione, tema di difficile misurazione, gli indicatori disponibili per la Romagna ampi margini di miglioramento. Un dato positivo è però rappresentato dalle start up.
Le start-up innovative con sede nel territorio della Camera di commercio della Romagna (rilevate al 5/2/2018) sono 159, pari al 18,4% del totale regionale. Il 65,4% di esse è attiva nel settore dei Servizi e il 20,1% nell’industria/artigianato. Da evidenziare anche la presenza di 15 start-up nel commercio, 7 nel turismo e una nel settore agricoltura.
Nell’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) le aziende certificate SA8000, certificazione di responsabilità sociale d’impresa, a fine 2017 sono 14 (il 12,1% a livello regionale).
Rispetto al tema dello sviluppo sostenibile, per l’attrattività degli investimenti produttivi (SVIMEZ 2016) le due province occupano, rispettivamente, il 22° e il 24° posto nella graduatoria decrescente su 110 posizioni. Nella classifica SmartCity (ForumPA 2017), le città capoluogo della Romagna si collocano rispettivamente al 25° posto (Forlì) e al 22° (Rimini), su 110 posizioni.
Anche lo standing delle due province in termini di qualità della vita si conferma buono: nel 2017 Forlì-Cesena risulta al 18° posto (su 110 province) secondo l’indagine de Il Sole 24 Ore e al 25° posto secondo quella di Italia Oggi; Rimini si colloca al 27° posto secondo Il Sole 24 Ore e alla 50esima posizione secondo Italia Oggi.
Il quadro economico della provincia di Rimini
Il 2017 e lo scenario di breve periodo, pur con alcune criticità, fanno rilevare una tendenza alla crescita per il territorio riminese.
La dinamica congiunturale è positiva e, per quanto riguarda i settori economici, si registrano segnali di ripresa dal settore delle costruzioni e stabilità delle imprese del manifatturiero.
La stagione turistica è stata positiva, mentre il commercio al dettaglio risente di alcune difficoltà.
Crescono le imprese dei servizi finanziari, aumentano i depositi ma l’incidenza delle sofferenze rimane elevata.
Il valore della produzione lorda totale (PLV) agricola è in aumento, nonostante le basse quotazioni della frutta estiva. In crescita il comparto delle orticole.
I dati
In base ai dati demografici (provvisori ISTAT), al 30 settembre 2017 la popolazione residente totale in provincia di Rimini è pari a 337.082 persone, in aumento rispetto al 31/12/2016 (+0,1%). La dinamica dei primi nove mesi del 2017 mostra un saldo naturale (differenza nati e morti) negativo per 805 unità, mentre il saldo migratorio (differenza tra iscritti e cancellati, comprensivo anche dei movimenti anagrafici) risulta positivo per 1.101 persone. Al 31/12/2016 gli stranieri residenti nel territorio Riminese risultano 36.133, pari al 10,7% della popolazione totale, incidenza inferiore a quella regionale (11,9%), ma superiore a quella nazionale (8,3%).
Nel 2017, il livello del tasso di occupazione 15-64 anni (63,3%) risulta inferiore al dato medio regionale (68,6%) ma superiore a quello nazionale (58,’%). Il tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) è risultato pari al 10,2%, superiore a quello regionale (6,5%) ma sostanzialmente migliore del dato nazionale (11,2%).
Le previsioni Prometeia relative al valore aggiunto (in termini reali) prodotto in provincia di Rimini nel 2017 stimano una crescita dell’1,6%, con un trend analogo per il 2018 (+1,6%) e in rallentamento nel 2019 (+1,1%).
Esaminando la dinamica del sistema imprenditoriale, la provincia di Rimini si conferma un territorio con imprenditorialità altamente diffusa: il rapporto fra imprese attive e abitanti è infatti alto e risulta pari a 102 imprese attive ogni 1.000 abitanti (91 imprese a livello regionale e 85 a livello nazionale). Al 31/12/2017 si contano 43.146 localizzazioni attive (sedi e unità locali), in calo annuo dello 0,5% (-0,2% in regione e +0,5% in Italia), e 34.293 imprese attive (sedi), stabili rispetto al 2016 (+0,1%), analogamente all’andamento nazionale e in controtendenza rispetto alla variazione negativa regionale (-0,7%).
Le imprese artigiane attive al 31/12/2017 risultano 9.696 (-0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Le imprese cooperative attive sono 311, stabili rispetto al 2016. Le 77 cooperative sociali, pur confrontandosi con fattori di difficoltà, sono cresciute anche grazie a politiche di aggregazione, e rappresentano un punto di riferimento per il welfare locale insieme a molte altre organizzazioni non profit.
Le start-up innovative con sede in provincia di Rimini sono 101 (al 05/02/2018), pari all’11,7% del totale regionale. Il 63,4% di esse è attiva nel settore dei Servizi e il 17,8% nell’industria/artigianato. Da evidenziare anche la presenza di 12 start-up nel commercio e 7 nel settore Turismo.
In agricoltura continua il calo del numero delle imprese attive (2.524 sedi, -1,8% rispetto al 2016). La Produzione Lorda Vendibile (PLV) provinciale stimata per il 2017 risulta pari a 97,1 milioni di euro correnti (+3,4% rispetto al valore del 2016). Tale variazione è la combinazione di un effetto prezzo positivo (+8,6%) e di una flessione delle quantità prodotte (-4,7%). La PLV delle coltivazioni erbacee (pari al 57,8% del totale) diminuisce dello 0,4%; la PLV delle coltivazioni arboree (l’11,1% del totale) si contrae del 12,1%, per effetto della riduzione combinata di prezzi e quantità; la PLV della zootecnia (il 31,1% del totale) risulta, invece, in aumento del 19,5% rispetto al 2016, per il positivo contributo delle produzioni animali e del comparto carni.
Nel corso del 2017 è proseguita la positiva fase congiunturale del manifatturiero riminese, con un trend positivo in atto dal secondo trimestre del 2015. In base ai risultati della rilevazione svolta da Unioncamere Emilia-Romagna, la variazione media della produzione degli ultimi 12 mesi è risultata pari al +3,5%, con dinamiche tendenziali (variazioni rispetto al medesimo periodo dello scorso anno) positive per tutti i trimestri dell’anno in esame. il fatturato (a valori correnti) è risultato in espansione (+4,0%); il fatturato estero (a valori correnti) è cresciuto del 3,6%. In crescita anche gli ordinativi totali (+1,0%) e in particolar modo quelli esteri (+3,4%). Stabili le imprese attive (2.589 al 31/12/2017, -0,1% rispetto al 2016).
Segnali contrastanti arrivano dai dati del settore delle costruzioni: continua la diminuzione delle imprese attive (4.886 unità, -1,2% rispetto al 2016); lievi indicazioni di recupero invece dell’occupazione; domanda maggiormente dinamica; andamento del volume d’affari positivo e in lieve continuo miglioramento (variazione media sui 12 mesi del +1,2%).
Lieve diminuzione delle imprese attive del commercio (8.962 sedi, -0,4% sul 2016) che risulta, tuttavia, più marcata nel commercio al dettaglio (-1,3%). Quest’ultimo settore risente anche di una flessione delle vendite maggiore rispetto alla media regionale (-1,3% variazione media-annua 2017 a Rimini, -0,5% in regione). Il comparto è tuttora in una complicata fase per le piccolissime e piccole imprese.
Nel periodo gennaio-dicembre 2017 le esportazioni provinciali (2.338 milioni di euro) sono aumentate del +9,0% rispetto allo stesso periodo del 2016. La crescita dell’export risulta superiore al dato regionale (+6,7%) e nazionale (+7,4%). Le classi merceologiche maggiormente rilevanti, in termini di incidenza dell’export, risultano in aumento: “prodotti tessili e abbigliamento” (+9,5), “macchinari e apparecchiature meccaniche” (+10,2%), “prodotti alimentari” (+35,8%). In flessione, invece, “altri mezzi di trasporto” (-19,2%).
Le principali aree di destinazione dell’export riminese sono: l’Unione Europea (UE) per il 52,7% del totale (+12,0%), l’Europa non UE (+12,6%, incidenza 24,0%) e l’America Settentrionale (+9,6%, incidenza del 12,2%).
Riguardo al movimento turistico nella provincia di Rimini, i dati provvisori per l’anno 2017 rilevano un andamento positivo; rispetto al 2016, si registra, infatti, un aumento degli arrivi (+4,2%) e delle presenze (+2,5%). Le presenze dei turisti stranieri sono aumentate del 4,7%. In aumento il comparto marittimo, sia negli arrivi (+4,3%) sia nelle presenze (+2,6%); in crescita anche il movimento congressuale (+11,1% i partecipanti agli incontri al Palas di Rimini e a RiminiFiera) e fieristico (+3,4% i visitatori alle manifestazioni di RiminiFiera). La permanenza media (rapporto presenze/arrivi) è risultata pari a 4,4 giorni: 4,3 giorni per i turisti italiani e 5,1 giorni per gli stranieri.
Difficoltà si riscontrano per il settore Trasporti (1.029 imprese attive al 31/12/2017), anche se la diminuzione delle imprese di “Trasporto e magazzinaggio” (-0,4%) risulta inferiore alla variazione negativa regionale (-1,8%) e nazionale (-0,6%); in calo soprattutto il “Trasporto di merci su strada” (63,0% delle imprese attive del settore, -2,8%). Tra le criticità rilevate, la competizione con prezzi al ribasso determinata dalla concorrenza di imprese con sede in altri Paesi UE e lo sfavorevole differenziale fiscale. Buone notizie, invece, riguardo al movimento aeroportuale e autostradale; il primo ha fatto registrare, nel corso del 2017, un incremento annuo degli arrivi (+26,8%) e delle partenze (+27,2%), il secondo, un aumento degli autoveicoli in “uscita” ai caselli autostradali della provincia (+2,9% rispetto al 2016).
Riguardo al sistema bancario e credito, prosegue il ridimensionamento strutturale del settore: -4,8% sportelli bancari presenti sul territorio provinciale (260 unità al 31/12/2016). La densità degli sportelli si conferma comunque buona (77 sportelli ogni 100 mila abitanti), con valori superiori alla media regionale e nazionale. In crescita, rispetto al 2016, i depositi (+6,9%), mentre i prestiti, al netto delle sofferenze, sono in flessione dell’3,5% (in modo ancora più netto quelli alle imprese -5,3%). Rimane elevato il tasso di rischio del credito (rapporto sofferenze/prestiti): 15,3%, maggiore del dato regionale (11,9%) e nazionale (9,7%).
Il quadro economico della provincia di Forlì-Cesena
Il 2017 e lo scenario di breve periodo, pur con alcune criticità, fanno rilevare una tendenza positiva per il territorio forlivese e cesenate.
I principali indicatori settoriali rilevano una crescita diffusa e consolidata della produzione industriale nei principali comparti del settore manifatturiero e nelle imprese maggiormente strutturate e primi segnali positivi dal settore costruzioni.
Segnali di lieve ripresa anche dall’artigianato, mentre cala leggermente il numero delle imprese cooperative.
La stagione turistica è positiva, con crescita della base imprenditoriale.
Le vendite nel commercio al dettaglio sono stazionarie, ma si registrano difficoltà nelle piccole imprese.
Il valore della produzione lorda totale (PLV) agricola è in aumento nonostante le criticità rilevate per la frutticoltura estiva, così come è in incremento il settore avicolo.
Si registra una elevata intensità dei prestiti per abitante e stabilità dei depositi, ma permane alto il livello delle sofferenze.
I dati
In base ai dati demografici (provvisori) ISTAT), al 30 settembre 2017 la popolazione residente totale in provincia di Forlì-Cesena è pari a 393.241 persone, in flessione rispetto al 31/12/2016 (-0,2%). La dinamica dei primi nove mesi del 2017 mostra un saldo naturale (differenza nati e morti) negativo per 1.209 unità, mentre il saldo migratorio (differenza tra iscritti e cancellati, comprensivo anche dei movimenti anagrafici), risulta positivo per 380 persone. Al 31/12/2016 gli stranieri residenti nel territorio di Forlì-Cesena risultano 41.368, pari al 10,5% della popolazione totale, incidenza inferiore a quella regionale (11,9%), ma superiore a quella nazionale (8,3%).
Nel 2017, il livello del tasso di occupazione provinciale (15-64 anni) è pari al 66,5%, inferiore al dato medio regionale (68,6%) ma superiore a quello nazionale (58,0%). Il tasso di disoccupazione della provincia di Forlì-Cesena (15 anni e oltre) è risultato pari al 7,0%, lievemente superiore a quello regionale (6,5%) e sostanzialmente migliore del dato nazionale (11,2%).
Le previsioni Prometeia del valore aggiunto (in termini reali) prodotto in provincia di Forlì-Cesena nel 2017 stimano una crescita dell’1,5%, con un trend in miglioramento per il 2018 (+1,7%) e in rallentamento nel 2019 (+1,1%).
La provincia di Forlì-Cesena si conferma un territorio con imprenditorialità diffusa: il rapporto fra abitanti e imprese attive è pari ad un’impresa ogni 11 abitanti (11 in regione e 12 a livello nazionale). Al 31/12/2017 le localizzazioni attive (sedi e unità locali) sono 45.263, in flessione 0,4% (-0,2% in regione e +0,5% in Italia); il totale delle imprese attive (sedi), 37.140 unità, ha fatto rilevare una contrazione dello 0,9%, a fronte del -0,7% regionale e di una stazionarietà a livello nazionale (+0,1%).
Le imprese artigiane attive al 31/12/2017 risultano 12.074 (-0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Le imprese cooperative attive sono 525, in flessione del 2,6% rispetto al 2016. Le 97 cooperative sociali, pur confrontandosi con fattori di difficoltà, rappresentano un punto di riferimento per il welfare locale insieme a molte altre organizzazioni non profit.
Le start-up innovative con sede in provincia di Forlì-Cesena sono 58 (al 05/02/2018), pari al 6,7% del totale regionale. Il 69,0% di esse è attiva nel settore dei Servizi e il 24,1% nell’industria/artigianato.
In agricoltura continua il calo generalizzato del numero delle imprese attive (n. 6.665, -2,0% rispetto allo stesso periodo del 2016). L’annata agraria 2017 è stata caratterizzata da un lungo periodo siccitoso, con particolare riferimento ai mesi estivi. La Produzione Lorda Vendibile (PLV) provinciale stimata per il 2017 risulta pari a 473,5 milioni di euro, in aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente. Le coltivazioni erbacee registrano un aumento della relativa PLV, dovuto sostanzialmente al positivo effetto dei prezzi. Le coltivazioni arboree sono state caratterizzate da una contrazione della PLV, per effetto di una generalizzata diminuzione dei prezzi medi del comparto, con specifiche criticità per le colture di pesche e nettarine. In aumento la PLV del pollo da carne e delle uova.
Al 31/12/2017 risultano attive 3.627 imprese manifatturiere in provincia di Forlì-Cesena (-1,3% rispetto allo stesso periodo del 2016), che rappresentano il 9,8% delle imprese attive totali. Gli indicatori della congiuntura manifatturiera confermano la tendenza espansiva del settore: parallelamente alla crescita della produzione (+4,1%), nel corso del 2017 si è registrato un aumento del fatturato a valori correnti (+11,6%); la domanda interna ha segnato un incremento pari al 7,8% e quella estera del 5,8%.
Segnali contrastanti arrivano dai dati del settore delle costruzioni: continua la diminuzione delle imprese attive (5.629 unità, -1,1% rispetto al 2016); lievi indicazioni di recupero dell’occupazione; domanda maggiormente dinamica; andamento del volume d’affari che registra qualche difficoltà in corso d’anno ma che chiude con una variazione media sui 12 mesi sostanzialmente positiva (+0,8%).
Le imprese attive del commercio in provincia di Forlì-Cesena al 31/12/2017 sono 8.255 e registrano una flessione rispetto al 2016 del -1,7%. Nel commercio al dettaglio si rileva una sostanziale stabilità delle vendite (0,0% variazione media-annua 2017 a Forlì-Cesena, -0,5% in regione), derivante dall’andamento positivo osservato nel 2° semestre che si contrappone a quello negativo del 1° semestre. Il comparto è tuttora in una difficile fase per le piccolissime e piccole imprese.
Le esportazioni provinciali nell’intero anno 2017 sono state pari a 3.570 milioni di euro e sono cresciute del 7,4% rispetto al 2016, consolidando e migliorando la performance acquisita lo scorso anno. La crescita dell’export risulta superiore al dato regionale (+6,7%) e in linea con quello nazionale (+7,4%). Tutti i comparti merceologici maggiormente rilevanti in termini di incidenza sull’export totale risultano in aumento: “macchinari” (+12,2%), “altre attività manifatturiere” (+5,7%), “prodotti tessili e abbigliamento” (+3,2%), “metalli e prodotti in metallo” (+11,4%), “prodotti agricoli” (+4,4%) e “prodotti alimentari” (+15,0%).
Le principali aree di destinazione dell’export sono: l’Unione Europea (UE) per il 59,4% del totale (+6,9%), l’Asia Orientale per il 10,2% (+21,0%) e i Paesi europei non UE per l’8,1% (+6,3%).
Riguardo al movimento turistico nella provincia di Forlì-Cesena, i dati (provvisori) per l’anno 2017 rilevano un andamento positivo; rispetto al 2016, si registra un incremento degli arrivi (+3,8%) e delle presenze (+7,5%). Il turismo straniero, circa un quarto delle presenze totali, ha manifestato arrivi in aumento del 2,1% e presenze stabili (+0,1%). In aumento il comparto marittimo (che copre 83,1% delle presenze turistiche), sia negli arrivi (+2,8%) sia nelle presenze (+8,4%); in crescita anche il movimento turistico del comparto termale, nelle città di interesse storico-artistico e nei comuni dell’Appennino forlivese.
Difficoltà si riscontrano per il settore Trasporti (1.359 imprese attive al 31/12/2017), con una diminuzione delle imprese di “Trasporto e magazzinaggio” (-3,4%); in calo anche il “Trasporto di merci su strada” (79,1% delle imprese attive del settore (-2,7%). Tra le criticità rilevate, la competizione con prezzi al ribasso determinata dalla concorrenza di imprese con sede in altri Paesi UE e lo sfavorevole differenziale fiscale.
Riguardo al sistema bancario e credito, prosegue il ridimensionamento strutturale del settore: -6,4% sportelli bancari presenti sul territorio provinciale (293 unità al 31/12/2016). La densità degli sportelli si conferma, tuttavia, elevata (74 sportelli ogni 100 mila abitanti) e superiore alla media regionale e nazionale. Stabili rispetto al 2016 i depositi (+0,1%). In diminuzione i prestiti al netto delle sofferenze (-5,2%), in particolar modo quelli erogati alle imprese (-8,2%). Rimane elevato il rapporto sofferenze/prestiti: 13,1%, maggiore del dato regionale (11,9%) e nazionale (9,7%).